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Foggia, sette bombe nel 2019: la reazione dei clan al maxi-blitz di dicembre

Sette bombe dall’inizio nell’anno, una ogni quattro giorni

Sembra un bollettino di guerra quanto sta accadendo a Foggia, dove la criminalità organizzata cerca di imporsi con la paura sulla popolazione. L’ultimo attacco è stato nella notte tra il 29 e il 30 gennaio contro il supermercato Euronics nella zona del Villaggio Artigiani. La settimana scorsa erano stati colpiti una profumeria, già vittima di una bomba cento giorni prima, e un emporio.

Per gli investigatori si tratterebbe di una “reazione scomposta agli arresti” in seguito al maxi-blitz di dicembre, in cui due anni di lavoro della procura di Foggia e l’unione di 11 diverse indagini condotte da carabinieri e polizia hanno portato all’arresto di 30 mafiosi. Tra questi anche Rocco MorettiVito Bruno Lanza e Roberto Sinesi, boss della malavita foggiana. La serie di bombe dovrebbe dimostrare che i clan sono ancora forti. Ma è anche un modo per estorcere denaro, necessari per finanziare le cause legali e occuparsi del sostentamento delle famiglie degli arrestati.

La risposta del sindaco

Il sindaco di Foggia Franco Landella ha così commentato:

Questi attentati, evidentemente, vogliono stringere un cappio di paura attorno a chi, quotidianamente, nel proprio ambito lavorativo cerca di fare onestamente la sua parte e dare valore alla città. Gli arresti dei giorni scorsi, portati a compimento attraverso lo straordinario lavoro di Forze dell’Ordine e Magistratura e con la determinante collaborazione dei cittadini, sono la dimostrazione dell’efficacia dell’attività che lo Stato sta portando avanti. A Matteo La Torre, alla signora Grazia Placentino e a tutti gli imprenditori ed i commercianti vittime di attentati dinamitardi giunga il messaggio di solidarietà e vicinanza della nostra comunità, che non intende piegarsi e assuefarsi alle logiche mafiose e alla cultura della violenza.

Il coraggio di Grazia, commerciante di Foggia

La profumeria “Esteticamente” di Grazia Placentino ha subito due attacchi bomba in 100 giorni: 15 ottobre 2018 e il 24 gennaio 2019. In un video postato su Facebook subito dopo il secondo attentato si è sfogata invitando la popolazione a reagire “in modo che non succeda più”, perché non “comandino questi”. Nonostante la paura, per sé e per i suoi tre figli, la profumeria, che si era a stento ripresa dalla prima bomba grazie agli aiuti dei parenti, in meno di 24 è stata riaperta ai clienti, con la vetrina ancora devastata.

I figli giovedì mattina sono andati regolarmente a scuola, ha riportato il Corriere della Sera,  “perché non dobbiamo permettere che cambino la nostra vita, perché tutti devono sapere cosa succede, come ho voluto evidenziare con il mio sfogo su Facebook. In questa città c’è qualcosa che non funziona, servono più pattuglie, più sorveglianza, se occorre anche l’esercito”.

La popolazione comincia a reagire

Il Fatto quotidiano ha riportato le sensazioni degli investigatori, fiduciosi che qualcosa stia cambiando: “Dobbiamo avere pazienza. Ma stiamo facendo tanto e anche la cittadinanza sta iniziando timidamente a denunciare”. A novembre 2017 per il Consiglio superiore della magistratura la mafia era così radicata che le vittime di estorsione assumevano un “atteggiamento di volontaria sottomissione“. Adesso, seppur lentamente, alcuni commercianti hanno cominciato a denunciare, contribuendo ai 30 arresti di dicembre. E un’altra denuncia il 28 gennaio ha favorito l’arresto di altre due persone vicine alle stesse famiglie.

Camilla Gaggero

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