Crea sito

Vittorio Feltri insulta i pugliesi, edicola boicotta Libero

“La Puglia è una regione con un alto tasso di disoccupazione. Mi rivolgo quindi ai pugliesi: invece di stare a casa a grattarvi le p***e andate a raccogliere le olive, a lavorare la terra, senza aver bisogno che arrivino dei negri a lavorare per conto vostro”. Così ha dichiarato Vittorio Feltri alla trasmissione “Stasera Italia” su Rete 4 in cui era ospite il governatore della Puglia Michele Emiliano. Non abbastanza soddisfatto dell’uscita infelice, ha deciso di postarla anche su Facebook, suscitando molte reazioni sdegnate.

Dalla richiesta di scuse si è passati a gesti concreti

Un’edicola di Casamassella, in provincia di Lecce, contro le parole di Feltri ha annunciato che Libero non sarà più in vendita. Il post di Facebook parla chiaro:

AVVISO ALLA CLIENTELA
causa problemi tecnici (ci stiamo grattando le p***e) nella nostra edicola non sarà più in vendita LIBERO


Una cattiva notizia per un giornale che nel 2017 ha venduto 4,7 milioni di copie in meno rispetto all’anno precedente. Del resto il direttore è famoso proprio per le parole offensive che si diverte ad usare. In tutte le sue affermazioni parla di negri, utilizzando una parola volutamente denigratoria, come se vivesse ancora negli anni ’20. Ma non solo gli immigrati sono vittima del suo odio: come in questo caso, non si risparmia nemmeno nei confronti dei meridionali. Terroni li chiama lui. In un articolo dello scorso novembre, dopo aver elogiato le virtù del Nord e della sua Bergamo, analizzava i problemi del Sud. Dove “Il popolo o campa di espedienti o non campa”. La colpa della decadenza di questo popolo (estraneo a quello italiano?) è da ricercare non nella sua indole, bensì nel “tessuto sociale che influisce sui caratteri individuali”.

Per fortuna i terroni che vanno a vivere al Nord imparano a lavorare e a vivere secondo i costumi degli “indigeni“, dai quali sono indistinguibili. Non c’è da stupirsi quindi del razzismo dilagante a cui stiamo assistendo in questi giorni, perché l’Italia non è un paese per immigrati, ma nemmeno per meridionali.

Camilla Gaggero