Senza maschera

La verità libera dalle ipocrisie

Cultura

“Senza sangue” di Alessandro Baricco

“Senza sangue” di Alessandro Baricco, pubblicato nel 2002 da Rizzoli

In una vecchia fattoria di un paese imprecisato della Spagna, Manuel Roca, reduce di una guerra in realtà mai finita, deve fare i conti con gli orribili delitti commessi. Quattro uomini su una Mercedes sono venuti per vendicarsi: non può più scappare. Ha soltanto il tempo di nascondere la figlia Nina in una botola e il figlio nel capanno. La figlia assiste inerte raggomitolata in se stessa mentre il padre viene ucciso e così anche il fratello, giunto con il fucile in mano per difendere quell’uomo soprannominato la Iena per il modo lento e atroce in cui uccideva.

Il nascondiglio di Nina viene trovato da uno degli assassini, il più giovane, Tito, di soli vent’anni. Non conosce Manuel Roca, non ha combattuto contro di lui, eppure si trova lì ed è stato il primo a sparargli. Dopo averla guardata negli occhi, decide di salvarla: non dirà a nessuno di averla vista. 52 anni dopo in un tavolo di un bar una donna racconterà a un anziano venditore di biglietti della lotteria la sua vita, spezzata dopo quel loro unico incontro.

Il passato ritorna, senza sangue

“Senza sangue” è una lettura affascinante e scorrevole, in cui il lettore viene catapultato in una situazione drammatica che riuscirà a comprendere solo scorrendo le pagine. Passando velocemente da un immagine a un’altra, attraverso una riflessione impietosa sul senso della guerra, si giunge a un finale del tutto inaspettato, in cui le figure di carnefice e salvatore si sovrappongono.


Allora pensò che per quanto la vita sia incomprensibile, probabilmente noi la attraversiamo con l’unico desiderio di ritornare all’inferno che ci ha generati, e di abitarvi al fianco di chi, una volta, da quell’inferno, ci ha salvato. Provò a chiedersi da dove venisse quell’assurda fedeltà all’orrore, ma scoprì di non aver risposte. Capiva solo che nulla è più forte di quell’istinto a tornare dove ci hanno spezzato, e a replicare quell’istante per anni. Solo pensando che chi ci ha salvati una volta lo possa fare per sempre. In un lungo inferno identico a quello da cui veniamo. Ma d’improvviso clemente. E senza sangue.

Camilla Gaggero