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Polizia, la Lega cambia i requisiti di assunzione a graduatorie già pubblicate

Equità, rispetto, meritocrazia

Sono i tre principi richiesti dagli Aspiranti Allievi Agenti della Polizia di Stato, che hanno manifestato il 14 marzo davanti a Montecitorio. Avevano già fatto sentire la loro voce il 5 febbraio contro l’approvazione del ddl Semplificazioni, tentando anche di parlare direttamente con il ministro Salvini. Tutto è cominciato il 18 maggio del 2017, quando la Polizia di Stato ha bandito un “concorso per 1.148 allievi agenti” per sopperire alla carenza di organico. In 40mila hanno sostenuto una prima prova scritta (80 domande di cultura generale). Chi ha superato la soglia di sbarramento di 9,6/10 si è sottoposto ad altri test psico-fisici e attitudinali. Tutti gli altri invece, con un punteggio superiore a 6, sono stati inseriti in graduatoria, che doveva rimanere valida fino ad ottobre 2020.

Dieci giorni dopo il bando, il 29 maggio 2017, il governo Gentiloni ha approvato il decreto legislativo sul riordino delle carriere. Introducendo nuovi requisiti: meno di 26 anni e il titolo di scuola media superiore. Ma nel bando del concorso erano ancora presenti i vecchi requisiti, ossia un’età inferiore a 30 anni e titolo di scuola media inferiore. La situazione si complica a gennaio 2019 con il ddl Semplificazioni. Un emendamento firmato da sei senatori leghisti (Augussori, Saponara, Campari, Faggi, Pepe, Pergreffi) richiede il reclutamento di 1.851 futuri allievi, scorrendo la graduatoria del concorso del 2017. Ma i requisiti cambiano rispetto a quelli presenti nel bando. Escludendo di fatto i candidati di età compresa tra i 26 e i 30 anni e senza diploma superiore. In questo modo si rischia di favorire chi ha avuto un punteggiopiù basso, solo per ragioni anagrafiche.

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Fonte: Aspiranti Allievi Agenti della Polizia di Stato

Esclusi dal concorso

Sarebbero almeno 30.666 gli aspiranti allievi esclusi dalla graduatoria, che hanno manifestato rabbia e delusione per questo cambio di regole in corso d’opera, dopo l’uscita del bando e la pubblicazione delle graduatorie. Un aspirante allievo ha scritto sulla bacheca Facebook di Gianluigi Paragone, senatore del M5s: “Ero uno dei 40mila ragazzi che da due anni attendeva di sostenere la prova di efficienza fisica. Sarei stato anche tra i primi blocchi avendo totalizzato 9.5/10 al test. Però ho 26 anni e mi devo sentire già vecchio dopo aver sprecato soldi e tempo per la preparazione. So che non ve ne frega più di tanto, ma volevo raccontarvi questa storia piena di delusione”. Gli aspiranti allievi agenti della Polizia di Stato hanno rivolto le segnalazioni di quella che ritengono un’ingiustizia anche al Capo della Polizia Franco Gabrielli, mettendo in evidenza la loro passione:

Purtroppo la nostra generazione è cresciuta in un periodo di cambiamenti e di opportunità negate, un periodo in cui si preferiva tagliare anziché ricucire. Difatti l’ultimo concorso pubblico per allievo agente aperto ai civili risale al 1996. Non   vogliamo addossare colpe a nessuno, quello che ci interessa è dimostrarle che il nostro sogno è solo quello di avere la possibilità di indossare la divisa della Polizia di Stato e si può avverare se viene attuato uno scorrimento equo fedele alla graduatoria approvata il 27 Ottobre 2017.

La risposta del prefetto Gabrielli


Gabrielli ha risposto alle richieste di chiarimenti spiegando la necessità di abbassare l’età media, che “aveva comportato un danno
grave al nostro sistema di sicurezza e avrebbe continuato a determinarlo se non si fosse posto un immediato rimedio”. Le soluzioni possibili erano pertanto due:

Indire un nuovo concorso aperto ai candidati in possesso dei nuovi requisiti o, come espressamente richiesto dalle organizzazioni sindacali, consentire, con l’adozione di una specifica disposizione normativa, di attingere alla stesso elenco di candidati utilizzato per l’ammissione al corso dei 1.148 e dei 459, che ad oggi però hanno superato esclusivamente la sola prima prova scritta.


Ma tale risposta non è stata sufficiente per gli aspiranti allievi, visto che il cambiamento del requisito dell’età non risolverebbe il “fisiologico processo di senilizzazione del nostro personale in servizio”. Dall’età media attuale di 47 anni, assumendo con età di 24 anni si passerebbe a 46,56, mentre con il requisito di 28 anni, richiesto dai Sindacati della Polizia di Stato, l’età media sarebbe di 46,54. Inoltre la scelta di scorrere le graduatorie epurate è dettata dalla volontà di venire incontro alla richiesta di una maggiore sicurezza da parte del ministro Salvini. Ma con queste modalità si prospettano moltissimi ricorsi, almeno 20 mila, che graveranno sulle casse dello Stato e rallenteranno le nuove assunzioni.

Camilla Gaggero