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Raccolte oltre 50.000 firme per dire sì ai vaccini per i bambini a scuola

Come nell’estate scorsa, anche per questa il tema del giorno riguarda i vaccini

Dopo l’obbligo imposto dal Decreto Lorenzin nel 2017, il nuovo governo ha optato invece per la libertà di scelta. Libertà che può portare anche alla morte, come testimoniato dai cartelloni provocatori promossi dall’Ordine Provinciale e della Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Non tutti comunque possono scegliere: è il caso degli immunodepressi. Ossia i bambini privi di difese immunitarie, e che pertanto non possono fare i vaccini.

Pensando a loro, Stefano Tafi, medico di Medicina Generale in Toscana e membro onorario dell’Associazione di Promozione Sociale “Io Vaccino” , ha indirizzato una petizione ai parlamentari. Difendiamo i bambini, sì ai vaccini per andare a scuola. In soli due giorni ha superato le 50.000 firme e il numero dei sostenitori sembra essere destinato ad aumentare.

L’appello nasce dalla lettera di un gruppo di mamme, i cui figli sono affetti da malattie rare. Grazie a un trapianto di fegato hanno ottenuto la speranza di una vita migliore, pagandola però con l’immunosoppressione. La soppressione di parte del sistema immunitario è indispensabile per evitare il rigetto del nuovo organo, ma ogni malattia mette a rischio il bambino.

Una varicella o un morbillo, nei nostri bambini, avrebbero effetti devastanti sul fegato trapiantato. Le malattie virali sono molto pericolose per i nostri figli e rappresentano un rischio supplementare che abbiamo il diritto di non correre, perché può essere facilmente evitato.

I genitori si chiedono se un’autocertificazione possa garantire la sicurezza dei loro figli. Perché, al di là delle scelte politiche, pretendono ” la tutela dei bambini e il rispetto della loro condizione”.

L’attenzione del governo per gli immunodepressi

Il governo non ignora gli immunodepressi e il ministro della Sanità Grillo ha spiegato su Facebook: “Insieme al ministro dell’Istruzione garantiremo a tutti i bambini immunodepressi, quelli che non possono scegliere se vaccinarsi o meno, l’adeguata collocazione in classi in cui è assicurata la copertura vaccinale. In questo modo dando la priorità a chi non può scegliere rispetto a chi può scegliere di vaccinarsi e decide comunque di non farlo». Gli immunodepressi sono la priorità, perciò saranno spostati come “pacchi postali” da una classe all’altra, ha affermato Mario Rusconi, presidente ANP-Lazio.

Pensare di segregare chi non può vaccinarsi in classe di vaccinati, oltre a non essere una scelta felice, risulta anche difficile da realizzare. E sarebbe comunque inutile, dal momento che esistono luoghi in comune come palestre e mense. Gli immunodepressi potranno evitare l’attività fisica e mangiare in un angolino, oppure entrare di nascosto da una porta laterale anziché da quella principale. Ma potranno anche evitare di andare in bagno? O verranno create delle stanze apposta per loro?

Per firmare la petizione clicca qui.

Camilla Gaggero

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