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Il nuovo passatempo dell’estate? Sparare agli stranieri

Sparare agli immigrati sta diventando il passatempo dell’estate

8 stranieri sono stati colpiti in 45 giorni. Non perché avessero commesso qualche reato o per vendetta per un affronto subito. Sono stati colpiti per divertimento, alcuni al grido di “Salvini! Salvini!”. Sono stati colpiti per il solo  fatto che esistono, non importa se risiedono regolarmente in Italia o se hanno appena un anno di vita.

Gli ultimi due casi risalgono a ieri, uno a Caserta e uno a Vicenza. Nel capoluogo campano un richiedente asilo della Guinea, ospite in un centro di accoglienza di San Cipriano d’Aversa, è stato avvicinato da due ragazzi in moto, che gli hanno sparato in faccia con una pistola ad aria compressa. Il secondo caso a Caserta in poco tempo: l’11 giugno due ragazzi del Mali sono stati avvicinati da tre italiani in auto, che hanno preso la mira e sparato. Gridavano il nome del Ministro dell’Interno. Daby è stato ferito al torace e ha riportato due giorni di prognosi: è in Italia con un permesso di soggiorno per motivi umanitari rilasciato dalla Commissione territoriale per la protezione internazionale di Caserta.

Stranieri colpiti perché lavorano

A Vicenza invece un operaio di origine capoverdiana è stato ferito alla schiena mentre era su un impalcatura a 7 metri di altezza. La sua colpa forse è stata proprio quella di essere a lavoro, visto che a colpirlo è stato un italiano di 40 anni disoccupato. Che si è difeso sostenendo di voler colpire un piccione. Ma le modalità ricordano quelle di Roma, dove un altro italiano il 17 luglio ha colpito alla schiena una bimba rom di soli 13 mesi. Al momento rischia di rimanere paralizzata. L’uomo si è difeso parlando di un incidente, voleva solo provare l’arma.

A Napoli il 20 giugno due ragazzi hanno sparato un piombino alla pancia dello chef Konate Bouyagui. Maliano di 22 anni, da quattro è in Italia con regolare permesso di soggiorno. I primi 11 giorni di luglio sono stati 4 gli stranieri feriti. Il 2 luglio un colpo ha raggiunto il piede di una giovane donna nigeriana. Tre giorni dopo nella stessa città un ivoriano di 33 anni è stato colpito alla pancia da una pistola modello softair. Infine, l’11 luglio a Latina le vittime sono state due nigeriani di 26 e 19 anni in attesa dell’autobus.

Ignorare il fenomeno è ormai impossibile. Dalle parole si è già passati ai fatti, non si tratta più di semplice frustrazione sfogata sul web. E dalle pistole ad aria compressa si può passare a quelle vere, come mostrato da Traini. Soprattutto se il Ministro dell’Interno vuole aumentare le armi in circolazione. Ma probabilmente non si è neppure accorto di quanto sta succedendo, troppo occupato a commentare la copertina di Famiglia Cristiana e a postare foto di dolci.

Camilla Gaggero