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Il weekend del ministro (della Lega) tra comizi e contestazioni

“Salvini vai a lavorare”

Una critica mossa spesso contro il ministro Salvini. Ma lui lavora tantissimo: ogni giorno è in giro per l’Italia, in mezzo alla gente in un’eterna campagna elettorale. Peccato che si dimentichi di essere ministro dell’interno dell’Italia e non ministro della Lega. Ecco il suo impegnativo weekend elettorale:

DOMENICA 13 MAGGIO

– 10.00 comizio a Sanremo per sostenere la candidatura di Sergio Tommasini alle prossime elezioni comunali del 26 maggio (per fortuna i suoi fan hanno trovato la piazza giusta, nonostante nel cartellone pubblicitario fosse rappresentato Mentone e non Sanremo). L’Anpi di Sanremo e Imperia, la Cgil, Arci comitato regionale Liguria, Arci Comitato Territoriale Imperia, Arci antica compagnia portuale di Oneglia, Popoli in arte, Aifo Imperia e Associazione Mappamondo hanno organizzato una contro manifestazione con lo slogan “Restiamo umani“.
– 14.00 comizio a Fossano a sostegno del candidato sindaco leghista e di tutto il centro destra Dario Tallone. Il ministro viene contestato da una contro manifestazione: i manifestanti cantano Bella ciao e urlano “Non sei il mio ministro”.
– 15.00 ospite in collegamento video a Mezz’ora in più con Lucia Annunziata. Alle domande sulla casa editrice Altaforte risponde “Ma chi se ne frega di pubblicare con CasaPound. Non è fuori legge. L’unico sangue che scorre oggi in Europa è quello che fa il terrorismo islamico, poi si può parlare di fascismo e comunismo”.
– 16.00 comizio a Bra per sostenere Annalisa Genta alle elezioni amministrative. Un gruppo di contestatori, come sempre ben controllati dalla polizia, gli grida assassino e lui risponde “Vi voglio bene, vi voglio bene anch’io”;
– 18.00 comizio a Settimo torinese al fianco del candidato sindaco Antonio Mencobello : un gruppo pacifico di manifestanti legge un proclama anti-Salvini mostrando tanti fogli con scritto “- 1”. Salvini reagisce alla protesta promettendo in caso di violenza (non si sa bene quale) che insegnerà personalmente ai presenti l’educazione che non hanno ricevuto dai genitori. E replica con la sua solita dialettica populista: “Eccoli i 50 figli di papà dei centri sociali. Cercano i fascisti nelle piazze ma i fascisti sono loro”. Infine costretto a fermare il comizio sbotta contro gli agenti della sicurezza: “Vi pare normale una cosa del genere?” (forse si è dimenticato che mostrare il proprio dissenso è tollerato in un governo democratico).

– 21.00 comizio a Tortona  a sostegno del candidato sindaco Federico Chiodi. Nessuna contestazione, tanti selfie.

SABATO 12 MAGGIO

– 11.30 Milano, al gazebo della Lega in Piazzale Sant’Agostino per la raccolta firme sulla proposta di legge per la castrazione chimica (chissà se comincerà dagli esponenti di Casapound di Viterbo);
– 13:30 sempre a Milano in Piazza del Cannone per l’adunata degli Alpini: alcuni Alpini lo fischiano e gli urlano “vai a lavorare”;
– 18.00 comizio ad Alessandria a sostegno del candidato sindaco Federico Chiodi. Seguono un’ora di selfie con “il popolo”. Due ragazze lo contestano all’urlo di “Salvini vergognati” e vengono identificate dalla DIGOS, mentre il capitano scatta altri selfie;
– 21.00 comizio ad Albenga per sostenere i candidati sindaco di Albenga e Pietra Ligure e i candidati liguri della Lega alle Europee. Alla fine del comizio viene contestato da un centinaio di manifestanti con lo striscione “Restiamo umani”. A Bella ciao e Fischia il vento cantate contro di lui il ministro risponde: “I compagni si sono guadagnati il biglietto per Sanremo”.
Insomma, se state cercando il ministro dell’interno, fate prima a trovarlo a un comizio della Lega piuttosto che al ministero.
Camilla Gaggero