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Le norme anti-covid dal punto di vista di un disabile grave

Come vivono un disabile grave e la sua famiglia le norme imposte dal Covid?

Da marzo per molti indossare la mascherina e ridurre al minimo il contatto fisico con gli altri è diventata un’abitudine. I negazionisti del Covid e i frequentatori irresponsabili delle discoteche sono per fortuna solo delle eccezioni. Non per tutti però rispettare le norme imposte dall’emergenza sanitaria è semplice. Soprattutto per chi non riesce a comprenderle e si trova privato dei suoi affetti.

Senza maschera ha quindi raccolto la testimonianza di Giovanna, mamma di Dario, trentaseienne con un ritardo intellettivo molto grave. Dario vive in una comunità, per cui per mesi non ha potuto incontrare sua mamma. Solo a maggio si sono finalmente visti, anche se a distanza. Dalla finestra Dario ha salutato sua mamma che si trovava sulla piazza. Per molti di noi può sembrare poco, ma questo poco è bastato per renderlo felice.

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Dario e sua mamma Giovanna

Gli incontri a distanza

In seguito sono stati di nuovo concessi gli incontri, sottoposti ovviamente a delle nuove rigide regole. Al fine di tutelare la salute di chi vive nella comunità, chi va a trovarli non può toccarli e può comunicare con loro solo divisi da un vetro. Per Dario non poter avere contatti con sua mamma, l’unico modo che ha per comunicare, è una sofferenza, che esprime  con scatti d’ira e crisi convulsive.

Per evitare di suscitare la sua rabbia, Giovanna da metà luglio ha deciso di non andare più a trovarlo. Seppur a malincuore, ritiene che questa sia la scelta migliore per suo figlio e per gli altri che vivono in comunità, dove, nel caso in cui entrasse il covid, metterebbe a rischio la loro fragile salute.

Rimasta vedova nel 2008, Giovanna si è occupata del figlio da sola finché la salute glielo ha permesso: dopo essersi rotta una gamba non le è stato più possibile, per cui ha deciso di mandarlo in comunità.

Prima dell’emergenza sanitaria erano previste molte attività: musicoterapia, pet therapy, gite al mare, andavano a mangiare fuori, a vedere la partita, in giro per i mercati, al bar e dal parrucchiere. Tutto ciò purtroppo non è più possibile e con l’aumento significativo di casi che si sta registrando in Liguria probabilmente non lo sarà per molto tempo. Per il momento Giovanna si accontenta di vedere il figlio dal cancello, in modo da evitare una sua crisi di rabbia.

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