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“L’Islam spiegato ai nostri figli” di Tahar Ben Jelloun

“L’Islam spiegato ai nostri figli” pubblicato in Francia nell’ottobre del 2001

11 settembre 2001: il mondo occidentale viene sconvolto dall’attentato alle torri gemelle. I media internazionali fanno impropriamente coincidere musulmano e terrorista. La paura porta ad avere un pregiudizio su chiunque abbia qualcosa in comune con gli attentatori. Come spiegare alla propria figlia di 10 anni che non è vero quello sentito in televisione, ossia che “i Musulmani sono cattivi, hanno ucciso molte persone”? Come spiegarle che non deve vergognarsi di essere musulmana perché Islam significa “sottomettersi alla pace”?

Alle domande della figlia si aggiungono quelle di altre bambini, di etnie e culture diverse: in “L’Islam spiegato ai nostri figli” Tahar Ben Jelloun cerca di rispondere a tutti. La scelta di impostare il libro su un dialogo con bambini comporta una scrittura chiara e lineare. Pur non rinunciando a risposte esaustive.

Tahar Ben Jelloun racconta di un uomo semplice, analfabeta, la cui vita cambia in una notte, quando gli appare l’angelo Gabriele che gli ordina di leggere. Maometto impiegherà ventritré anni per scrivere tutto il Corano, dettatogli versetto per versetto. Dopo un’iniziale resistenza da parte degli uomini della sua stessa tribù, che cercano di ucciderlo, la sua religione si diffonderà velocemente, anche attraverso le guerre con le altre tribù.

Gli Arabi non sono sempre stati un popolo chiuso, diffidente verso le novità. Al contrario, tra l’VIII e il XIII secolo vi è stata l’età d’oro degli Arabi, da cui il mondo occidentale ha ereditato moltissimo.

Tutto il mondo ha scoperto i grandi filosofi greci grazie agli Arabi. La lingua araba è diventata prima in tutto. La scienza, la medicina, le matematiche, la geografia, l’astronomia, tutto era insegnato in arabo. Il profeta Maometto, proprio lui che non aveva avuto la fortuna di andare a scuola, diceva che ogni Musulmano deve andare alla ricerca della scienza ovunque, nel mondo.

La decadenza dell’Islam

I Musulmani erano progrediti in tutte le scienze.

Diciamo che gli Arabi hanno capito una cosa semplice: per progredire, per arricchirsi, non bisogna chiudere la propria casa, al contrario bisogna aprire le porte e le frontiere, rivolgersi agli altri, interessarsi a quello che hanno scritto, a quello che hanno costruito.

A partire dal XIII secolo, dopo questo periodo d’oro, inizia la decadenza: da questo momento la cultura Musulmana sarà contaminata dal fanatismo e dall’intolleranza. All’interno gli Arabi si indeboliscono a causa delle rivalità in seno all’animo dei califfi e della divisione sempre più netta tra sciiti e sunniti. All’esterno vengono isolati in seguito alle crociate. Da qui è iniziata la drastica chiusura del popolo arabo, che ha portato alla fondazione nel 1928 del movimento integralista dei Fratelli musulmani.

L’autore condanna fortemente la deriva fondamentalista dell’Islam:

Ma come le altre religioni, l’Islam ha i suoi fanatici, cioè delle persone che non sopportano quelli che non pensano e non credono come loro. È una minoranza. Ma purtroppo è attiva e nefasta. Danneggia i Musulmani e coloro che non lo sono. Agiscono in nome dell’Islam, ma spesso sono o persone analfabete che non hanno studiato i testi, o persone intelligenti che utilizzano l’Islam per diffondere la propria propaganda politica, cioè i propri interessi.

Tahar Ben Jelloun offre una soluzione a tutto ciò:

Lottare contro l’ignoranza. È questa che rende fanatici e intolleranti. Non c’è persona più pericolosa di colui che non sa nulla e crede di sapere tutto.

Perché leggere “L’Islam spiegato ai nostri figli”

Un libro scorrevole  e incisivo, ideale per chiunque voglia conoscere meglio l’Islam.

Camilla Gaggero