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G8, 16 poliziotti condannati al risarcimento per il pestaggio di Mark Covell

Dopo più di 17 anni arriva un minimo di giustizia per Mark Covell, il cronista inglese selvaggiamente picchiato dalla polizia nella notte del blitz alla Diaz tra il 21 e il 22 luglio 2001.

Mark Covell
Fonte: Repubblica

16 poliziotti sono stati condannati per il pestaggio di Mark Covell a risarcire lo Stato di 110 mila euro: centomila per le lesioni e dieci mila per le calunnie. I giudici della seconda sezione d’appello della Corte dei Conti hanno confermato la sentenza di primo grado. Come riportato da Il Fatto quotidiano, i giudici d’appello hanno in parte dichiarato inammissibili e in parte rigettato gli appelli proposti da alcuni dei poliziotti confermando la sentenza emessa nel 2015 dalla sezione della Liguria, che aveva condannato al risarcimento di 40mila euro l’allora comandante del VII nucleo antisommossa, Michelangelo Fournier, e a 60mila euro l’allora comandante del primo reparto mobile di Roma, Vincenzo Canterini. Questi ultimi due avrebbero avuto per la procura la maggiore responsabilità, avendo lasciato “carta bianca” nell’utilizzo della forza.

I giudici contabili avevano poi condannato, in solido, a un risarcimento di 10 mila euro: Francesco Gratteri, Gilberto Caldarozzi, Giovanni Luperi, Spartaco Mortola, Nando Dominici, Filippo Ferri, Fabio Ciccimarra, Carlo Di Sarro, Massimo Mazzoni, Davide Di Novi, Renzo Cerchi, Massimiliano Di Bernardini, Massimo Nucera e Maurizio Panzieri.

La “macelleria messicana” di Mark Covell

Il giornalista Nick Davies ha raccontato la storia di Mark Covell e degli altri ragazzi pestati alla Diaz. Fuori dai cancelli della Diaz, poco prima di mezzanotte, agenti in tenuta antisommossa tempestarono di colpi Mark Covell. Inutilmente cercò di spiegare che era un giornalista. Il cronista inglese negli ultimi tre giorni si era occupato di scrivere articoli sulle violenze commesse dalla polizia. Adesso le stava vivendo in prima persona.

Mark Covell, alto 1,73 m per meno di 51 kg di peso non poteva resistere a lungo. Il calcio di un agente gli incurvò tutta la parte sinistra della gabbia toracica, rompendogli una mezza dozzina di costole.  Le schegge gli lacerarono la pleura del polmone sinistro. Arrivarono poi altri calci, da agenti annoiati: gli ruppero la mano sinistra e gli danneggiarono la spina dorsale. In seguito Covell venne portato al San Martino, medicato velocemente mentre era ammanettato e di lì spedito al centro di detenzione a Bolzaneto.

Alla violenza nei giorni successivi si aggiunsero le calunnie, per le quali i 16 poliziotti condannati devono risarcire 10 mila euro. Due giorni dopo il blitz alla Diaz, le forze dell’ordine in una conferenza stampa accusarono le persone presenti nella scuola di resistenza aggravata e associazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio. Nella conferenza mostrarono anche gli oggetti ritrovati nella scuola: piedi di porco, martelli, chiodi e due molotov. Il pm Enrico Zucca ha poi dimostrato come tutte quelle “prove” fossero state introdotte dalla stessa polizia per giustificare le violenze.

Camilla Gaggero

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