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Cultura a domicilio: il progetto della Biblioteca Benzi (Ge)

La Biblioteca Rosanna Benzi di Voltri (Genova) va incontro agli anziani

Da Lunedì 15 aprile la Biblioteca Benzi ha inaugurato un nuovo servizio, con l’intento di aiutare la popolazione più anziana ad avvicinarsi alla cultura. Il progetto “Cultura a domicilio” nasce così per offrire l’evasione ed il conforto della lettura alle persone appartenenti alla fascia della terza età. L’impossibilità di recarsi in biblioteca non deve fermare il desiderio di leggere. Il servizio è rivolto a tutti gli anziani over 75 che vivono soli e hanno difficoltà a muoversi da casa propria, residenti nella zona di Crevari, Voltri e alture circostanti, nell’estremo ponente genovese. Pertanto telefonando gli anziani potranno esprimere le proprie preferenze e prenotare una visita degli operatori della biblioteca che consegneranno a casa i libri selezionati per loro.

In un quartiere con un alto tasso di anzianità, è un’idea lodevole, che dovrebbe diventare un vero e proprio modello. Come spiegato in un post su Facebook della Biblioteca Benzi, “non escludere nessuno dal piacere della lettura è la missione primaria di una biblioteca”.

Rosanna Benzi

Con questa iniziativa, la Biblioteca Benzi sta ben onorando la memoria della scrittrice a cui è dedicata. Nata il 10 maggio 1948, a soli 14 anni Rosanna Benzi fu colpita da una delle più gravi forme di poliomielite. La malattia le causò una tetraplegia e una grave insufficienza respiratoria, che la costrinse a trascorrere i suoi restanti 29 anni di vita in un polmone d’acciaio all’Ospedale San Martino di Genova. Dopo l’incontro con papa Giovanni XXIII  nel maggio 1963, cominciò a maturare la propensione all’impegno sociale, che la portò a battersi per il sostegno dei diritti dei disabili. Con la sua rivista “Gli altri” si è occupata di importanti campagne di sensibilizzazione a favore dei disabili e degli emarginati. In particolare ha posto l’attenzione sulle barriere architettoniche e sull’abbattimento dell’IVA sulle sedie a rotelle e sui presidi ortopedici.

Camilla Gaggero