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7 settembre 1911: Apollinaire è arrestato per il furto della Gioconda

7 settembre 1911: le autorità francesi arrestarono Apollinaire per il furto della Gioconda

All’inizio del ‘900 il museo del Louvre era tutt’altro che un luogo sicuro e piccoli furti avvenivano spesso. Come ricordato dall’Inkiesta, un giornalista era addirittura riuscito a eludere i controlli nascondendosi dentro a un sarcofago. Addirittura, gli inservienti notarono con ritardo il furto della Gioconda, credendo non fosse esposta perché in restauro. Il 7 settembre 1911 le indagini presero una piega inaspettata.

Per la scomparsa della Monna Lisa la polizia francese arrestò il poeta Apollinaire e poco tempo dopo il pittore Picasso. Le indagini arrivarono ad Apollinaire attraverso un ladro di professione che, temendo di essere accusato del furto, si presentò al Paris Journal raccontando del suo “lavoro”. Sotto lo pseudonimo di “Il ladro” confessò i suoi furti e il destino delle opere rubate, in parte rivendute a compratori “anonimi”. Per le autorità non fu necessario sentire il nome di Apollinaire per giungere a lui.

In realtà anche Picasso aveva comprato alcune statuette rubate, che si affrettò a restituire spedendole al giornale. Ma il suo amico Apollinaire, una volta incarcerato, vuotò il sacco e fece anche il suo nome, accusandolo per la sparizione della Gioconda. E così le autorità arrestarono anche Picasso.

Al processo,  con la confessione di Apollinaire e la crisi isterica di Picasso, che giunse a negare di conoscere l’amico, il giudice capì che erano innocenti. E pose fine a quella farsa rilasciandoli.

Ma la Gioconda?

Apollinaire e Picasso erano ovviamente estranei al suo furto. Per molto tempo la Monna Lisa continuò ad essere scomparsa. Il quadro venne ritrovato solo nel 1913, a Firenze: a rubarla era stato l’italiano Vincenzo Peruggia, dipendente del museo.

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