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25 novembre: l’ipocrisia oggi si colora di rosso

25 novembre: Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne

La Giornata del 25 novembre è stata istituita dall’Onu nel 1980 in ricordo delle sorelle Mirabal, assassinate a Mulcedo nella Repubblica Dominicana per la loro attività di opposizione al regime di Rafael Leónidas Trujillo. L’obiettivo, ossia l’eliminazione della violenza di genere, è quanto mai ambizioso per una semplice giornata. Anche perché le campagne di sensibilizzazione portano sempre con sé il rischio di diventare pagliacciate. Basta scorrere la bacheca Facebook per vederne qualche esempio: ovunque immagini del profilo con la scritta “No alla violenza sulle donne”, passando con una velocità sorprendente da “No all’abbandono degli animali” a “Giustizia per Giulio Regeni”, senza tralasciare “Io voto Salvini”. Con poche semplici parole si può cambiare il mondo, e non serve nemmeno uscire di casa.

A questo teatrino non possono ovviamente mancare le scarpe rosse, fotografate in tutte le posizioni possibili. Poco importa sapere che la prima a usare le scarpe rosse fu l’artista messicana Elina Chauvet nell’installazione “Zapatos Rojos”, per simboleggiare la marcia silenziosa di donne assenti o nell’impossibilità di esprimere la loro sofferenza. Il tutto coronato dall’hashtag #Nessunascusa, il vero fulcro della giornata di sensibilizzazione.

25 novembre
Fonte: laconceria.it

Anche l’inaugurazione qua e là per la città di panchine rosse riflette l’attenzione alla pura apparenza da parte delle autorità.

25 novembre: per sensibilizzare bisogna informare

Quali sono i dati del femminicidio in Italia? Secondo Eures – Ricerche economiche e sociali, fino al 31 ottobre le vittime di femminicidio sono state 106, una ogni 72 ore. Sebbene siano calati del 7% rispetto all’anno scorso, sono aumentati rispetto al totale degli omicidi commessi in Italia (da 34,8% del 2017 al 37,6%). Nella maggior parte dei casi la violenza avviene in famiglia, con un 79,2% di femminicidi familiari e un 70,2% di femminicidi di coppia.

Tra il 2000 e il 31 ottobre del 2018 le donne uccise sono state 3.100, con una media di  più di 3 a settimana. Negli anni si ha avuto un progressivo aumento dell’età media delle vittime: 52,6 anni per il totale delle donne uccise e 54 anni per le vittime di femminicidio familiare. Nel 57,1% nel 2017 tali violenze erano a conoscenza di terze persone e nel 42,9% delle occasioni la donna aveva denunciato l’aggressore. Le autorità potrebbero riflettere su questo dato e capire cosa non funziona nella giustizia, piuttosto che dipingere panchine.

Ma la violenza non si esprime soltanto a livello fisico. Secondo le Nazioni Unite, in media le donne guadagnano il 23% in meno degli uomini: “Non esiste un solo paese, né un solo settore in cui le donne abbiano gli stessi stipendi degli uomini”, ha detto il consigliere delle Nazioni Unite, Anuradha Seth. L’Italia si colloca nella posizione migliore nell’Unione Europea, con una differenza del 5,5%, ma questo perché il dato utilizzato da Eurostat è quello relativo al salario orario medio, se si considera invece il reddito annuo lordo (RAL) l’Italia scende al 50esimo posto nel mondo per gap salariale tra uomini e donne, sotto – cioè con divari più ampi – a molti Paesi europei come Francia, Finlandia, Spagna e altri.

Invece di condividere foto inutili oggi condividete un po’ di dati.

Camilla Gaggero

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